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Comitato "Cardinale Carlo Caffarra"


DEDICAZIONE DELLA CATTEDRALE
Cattedrale di Ferrara, 16 ottobre 1998


1. “E’ giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”. L’annuale celebrazione anniversaria della consacrazione della nostra Cattedrale ci porta alla meditazione sulla preghiera, sul culto cristiani. La chiesa Cattedrale è infatti il luogo santo, vera dimora di Dio nella nostra città, nel quale noi ci troviamo ad adorare il Padre: a proclamare le opere meravigliose di Lui che ci ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce.
 Ed in realtà, la donna samaritana chiede a Gesù precisamente spiegazioni sul luogo dove “bisogna adorare”. La domanda aveva una ragione. Una delle cause principali per cui fra giudei e samaritani vigeva un forte contrasto, era che secondo i primi si poteva adorare il Signore solo a Gerusalemme, mentre per i samaritani il luogo era il tempio costruito sul monte Gaurizim. Dunque: quale è il luogo in cui di deve adorare il Signore?
 La risposta di Gesù è la seguente: “in Spirito e Verità”. L’unico luogo in cui noi possiamo adorare il Padre è lo Spirito e la Verità. Che cosa significa questa risposta del Signore? La parola «Verità» nel quarto Vangelo indica la Rivelazione che si identifica con le parole e la persona di Gesù. Ormai si può adorare il Padre solo «nella Verità»; cioè in Gesù Cristo. Gesù è il nuovo tempio, di cui questa Cattedrale è il simbolo. Visibilmente noi ci ritroviamo ad adorare il Padre in questo spazio. In realtà, più profondamente, noi ci ritroviamo ad adorare il Padre in Gesù Cristo: il «luogo» della nostra adorazione è la persona del Verbo incarnato.
 Ma Gesù dice anche che noi dobbiamo adorare il Padre «in Spirito». Poiché la Verità, cioè la Rivelazione che è la parola di Gesù, trascende le capacità della nostra persona, per essere accolta ed assimilata è necessaria in noi l’azione dello Spirito Santo. Questi, infatti, facendoci assimilare e facendoci capire la Verità che è Cristo, per ciò stesso ci insegna come adorare il Padre, come rendergli culto. L’adorazione cristiana è quella ispirata e nutrita dalla rivelazione di Cristo sotto e azione dello Spirito Santo. Questa adorazione del Padre, questa preghiera profonda, scaturisce liberamente dal cuore dei credenti poiché in esso dimora la Verità-Cristo.
 Gesù Cristo è il vero tempio in cui noi possiamo adorare il Padre ed è lo Spirito Santo che ci introduce in esso. Contemplate, carissimi fratelli e sorelle, con l’animo pieno di  stupore la bellezza dell’adorazione e del culto cristiano! Esse hanno  una struttura trinitaria. Per adorare, lodare, pregare è necessario che l’uomo sia colmato e compenetrato e dimorato dallo Spirito Santo; Questi ci pone nella piena comunione col Cristo; in Cristo e con Cristo noi diventiamo i veri adoratori del Padre: da Lui siamo stati benedetti, eletti, amati e Lui noi benediciamo, glorifichiamo e ringraziamo.

2. “Stringendovi a Lui, pietra viva, rigettata dagli uomini ma scelta  e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale”. La catechesi dell’apostolo Pietro, ascoltata nella seconda lettura, è come una logica conseguenza di quanto Gesù ci ha appena detto nel Vangelo.
 Noi possiamo adorare il Padre solo in Cristo e con Cristo, guidati dallo Spirito Santo. Allora, se vuoi diventare un vero adoratore del Padre, devi stringerti a Cristo. La nostra vita nella sua interezza, quindi anche la nostra preghiera, si basa tutta sul Cristo in modo permanente. Stringendoci a Lui, noi siamo come cementati con Lui: radicati e innestati in Lui.
 Ma l’apostolo è assai più preciso. Noi ci stringiamo al Cristo, al suo mistero pasquale: “pietra viva, rigettata dagli uomini”, ecco la sua morte; “ma scelta e preziosa davanti a Dio”, ecco la sua risurrezione. Attraverso la celebrazione dell’Eucarestia, noi partecipiamo all’offerta che Cristo fa di se stesso al Padre, ed in Lui e con Lui diventiamo oblazione perfetta, pura adorazione e lode. Anche noi diventiamo tempio: “venite impiegati per la costruzione di un edificio spirituale come pietre vive”. Questa santa Cattedrale è il simbolo del tempio totale: di Cristo pietra angolare e di ciascuno di noi pietre che poggiano su di Lui. E’ il simbolo della santa Chiesa che siamo noi, corpo di Cristo. In questo tempio che siamo noi e di cui la Cattedrale è simbolo, noi siamo posti “per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio”. Unico sacrificio spirituale gradito a Dio è il corpo immolato di Cristo ed in Lui, la nostra persona e la nostra vita. Questo luogo, la nostra Cattedrale, è così santo poiché in esso la Chiesa che siamo noi è allo stesso tempo sacerdote che offre Cristo, e vittima offerta assieme a Cristo.
 Lo splendore, la bellezza della nostra Cattedrale esprimono la dignità dell’adorazione del Padre in Spirito e Verità: un’adorazione che deve essere compiuta sempre sprofondati nella consapevolezza che noi un tempo eravamo esclusi dalla misericordia, ora invece abbiamo ottenuto misericordia.

 Carissimi fratelli e sorelle: questa sera la nostra celebrazione si arricchisce di gioia particolare. In essa vogliamo ringraziare il Padre per il ventennio di ministero pestrino esercitato dal S. Padre Giovanni Paolo II. Egli è stato testimone forte e mite di ciò che la parola di Dio questa sera ci ha detto: la vera dignità della persona è nel suo essere riferita al Padre in Cristo e con Cristo. Lo splendore del tempio è il segno dello splendore della verità e della dignità della persona in Cristo.